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Giorgia dimenticata in auto!

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Ricomincia la stagione. Quale? Non quella della caccia, né quella di Miss Muretto, inizia la stagione del “dimentichiamoci i figli in auto”!
L’anno scorso una blogger mi ha accusata di essere priva di comprensione, di non provare alcuna empatia per questi “poveri” genitori che soffrono di amnesia dissociativa e che non è mica colpa loro se dimenticano i figli in auto e se poi questi muoiono. E no, certo. È colpa dell’amnesia dissociativa (che non è l’anticamera dell’Alzheimer, come tale savia blogger sosteneva con fervore), che però (come la famosa mafia di Pif) colpisce solo d’estate (anche se ora siamo a fine maggio... va beh, sarà un anticipo?).
Ma ecco qui la notizia: È andato al lavoro, ma ha dimenticato la sua bimba di un anno in auto nel parcheggio dell’azienda in via Livornese a San Piero a Grado, in provincia di Pisa. Se n’è reso conto soltanto ore dopo quando la compagna, mamma della piccola Giorgia, lo ha chiamato intorno alle 15. Era andata a prenderla all’asilo nido nel q…

Giornata Internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia

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Omofobia è odio e pregiudizio contro persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, ossia contro qualsiasi membro della comunità LGBT. L'omofobia assume forme molto diverse, da quella dei Paesi in cui l'omosessualità viene punita con la pena di morte, a quella più subdola della discriminazione sul posto di lavoro, passando per le vessazioni e le battute contro un bambino che viene chiamato "gay" dai compagni al parco.
L'etimologia deriva dal greco: è riconoscibile la parola "phobia", ovvero "paura incontrollabile", e "homos", che vuol dire "lo stesso." L'omofobia è quindi la paura, o l'avversione irrazionale, per tutto ciò che riguarda l'omosessualità, la bisessualità e la transessualità. Equiparabile al razzismo e alla xenofobia, l'omofobia genera discriminazione ingiustificata e sofferenza. Pensateci, vi piacerebbe se tutto questo fosse fatto a voi?

"La transfobia, vicina all’omofobia, è un’aggression…

Zelig... ma non facciamo cabaret!

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Siamo stati tutti imitatori. Che ci piaccia o no, da bambini impariamo attraverso l’imitazione del comportamento degli adulti. Se tuttavia con lo sviluppo della mente, e conseguentemente la crescita dell’individuo, questo meccanismo non smette allora diventa una vera e propria sindrome. La sindrome da imitazione, detta psicologicamente sindrome da dipendenza ambientale o nei casi più gravi, che coinvolgono la psichiatria e la neurologia, sindrome di Zelig che deriva dal nome dell’omonimo personaggio creato dall’eclettico regista Woody Allen.
Cos’è? Ve lo spiego con una storiella “divertente” che capita ogni giorno dove lavoro. La mia collega (chiamiamola Gina, tanto per darle un nome) Gina si veste con una gonna a fiori e una camicia bianca. Il giorno dopo Maria (altro nome finto) fa la stessa cosa. Gina ha il raffreddore? Maria ha il raffreddore (anche se non ce l’ha). Gina è andata in vacanza ai Caraibi? Anche Maria è andata in vacanza ai Caraibi. Gina ha una passione per il cibo i…