La notte 4

(Sean Aaron Carmon-NYC Dance Project)

Che cos'è la notte? – ci si chiede oggi e sempre.
La notte, una rivelazione non rivelata
forse un morto possente e tenace,
forse un corpo perduto nella stessa notte.

In realtà, una profondità, uno spazio inimmaginabile,
una entità tenebrosa e sottile, forse somigliante
al corpo che ti abita,
e che senza dubbio occulta molte chiavi della notte.

Quando penso al mistero della notte, immagino
il mistero del tuo corpo,
che è solo un modo di essere la notte;
io so davvero che il corpo che ti abita non è altro
che l’oscurità del tuo corpo;
e questa oscurità si diffonde sotto il segno della notte.

Nelle infinite concavità del tuo corpo, esistono
infiniti regni d’oscurità;
ed è qualcosa che chiama alla meditazione.

Questo corpo, chiuso, segreto e proibito;
questo corpo straniero e temibile,
e mai presagito né presentito.

Ed è come un bagliore, o come un’ombra:
solo si lascia sentire da lontano, nel recondito,
e con una solitudine eccessiva, che non ti appartiene.

E solo si lascia sentire con un palpito, con una temperatura,
e con un dolore che non ti appartiene.

Se qualcosa mi sorprende, è l’immagine che mi immagina,
nella distanza;
si sente un respiro dentro di me,
il corpo respira dentro di me.

L’oscurità mi preoccupa – la notte del corpo mi preoccupa.
Il corpo della notte e la morte del corpo,
sono cose che mi preoccupano.

E io mi chiedo:
Che cos'è il corpo? Io non so se ti sei chiesto
una volta che cos'è il tuo corpo,
è un frangente grave e difficile.

Io mi sono avvicinato una volta al mio corpo;
e avendo capito che non lo avevo mai visto,
anche se lo portavo addosso,
gli ho chiesto chi era
e una voce, nel silenzio, mi ha detto:
io sono il corpo che ti abita, e sono qui, nell'oscurità, e ti
dolgo, e ti vivo, e ti muoio.
Ma non sono il tuo corpo. Io sono la notte.
(Jaime Saenz)

Commenti

Tomaso ha detto…
Cara Ofelia, grazie di aver condiviso con noi questa bella poesia.
Ciao e buon fine settimana con un abbraccio e un sorriso:-)
Tomaso
Meravigliosa poesia, i versi finali sono straordinari.
Patricia Moll ha detto…
Ciao Ofelia, io vedo la notte come un mondo a sè stante in cui riesco ad entare in sintonia con la me stessa che di giorno si nasconde. La notte come vita irreale che però si nutre di realtà mettendo in mostra i miei sogni imiei desideri le mie paure.
Il corpo.... il corpo nel mondo notturno dei sogni è un ingombro. Serve l'anima, lo spirito
Francesca A. Vanni ha detto…
Non so dire se sia più bella la poesia di Saenz o il corpo statuario di quel ballerino che sembra librarsi in aria.
Hai creato un post perfetto!
Un abbraccio, Franny

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