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Visualizzazione dei post da Agosto, 2017

Back To Black

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Una voce straordinaria, graffiante, intrisa di malinconico e nero soul. Amy Winehouse, nata nel 1983, quest’anno avrebbe compiuto 34 anni ma si è fermata il 23 luglio 2011 entrando nel maledetto Club 27, quello dove ci finiscono gli artisti fragili, gli angeli che non sanno volare perché gli sono state strappate le ali. Tutta colpa di una storia sbagliata, di quelle maledette bottiglie di vodka nelle quali annegava la sua depressione. E di quel dannato talento che l’ha bruciata, come è accaduto a tanti prima di lei: Jim Morrison, Jimi Hendrix, Brian Jones, Janis Joplin, Robert Johnson e Kurt Cobain.
Star maledette, entrate nell'immaginario collettivo per le loro ascese e cadute folli, di cui restano soltanto splendide, trasgressive e indimenticabili canzoni.

Oscar Wilde e Dorian Gray, una vita al limite

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Giovane per sempre, bello e dannato. Parlo di “Dorian Gray”, il film con Ben Barnes che ho visto assieme ai miei vicini di casa. La pellicola è senza dubbio meritevole tanto per le sceneggiature che per la bravura di tutti gli attori, pertanto consiglio di vederla.
L’argomento di questo post però non grava intorno al film, riguarda semmai la discussione nata in merito al libro da cui è stato tratto il film: “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Unico romanzo dell’autore, ne rispecchia quasi alla perfezione la vita privata. Dorian e Wilde sono entrambi cresciuti in famiglie anaffettive, sottoposti a continue pressioni sin dalla più tenera infanzia, entrambi omosessuali con problemi di accettazione, entrambi sposati (o quasi, nel caso di Dorian) per copertura, entrambi con tracce evidenti di schizofrenia e depressione, entrambi schiavi del sesso e della droga, entrambi vittima di un tragico destino. Giusto per capire il controverso rapporto con il suo romanzo, Wilde scrisse in u…

Storie da supermercato in una giornata di ordinaria stupidità

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L’altro giorno scorrazzo allegra sulla mia stampella verso le casse del supermercato e mi metto in fila alla cassa per donne incinte e disabili, visto che negli ultimi tempi ho tre gambe e non più due. Davanti a me c’è un sessantenne di quelli che fanno gli splendidi, abbronzato oltremisura, occhiali da sole, capelli (pochi) impomatati e sorriso stupido. Dietro di me c’è una signora incinta, con una pancia così bassa che sembra debba partorire a momenti. Mi scosto, lasciandola giustamente passare avanti. Mister Splendido non si sposta e la cassiera gli dice di farsi da parte, dal momento che la signora ha la priorità.
Il tipo si sposta controvoglia e comincia a brontolare facendo stupide insinuazioni sullo stato della signora, insinuando che non sia davvero incinta e altre cose poco simpatiche. Quando poi cerca di far cadere i prodotti che la signora sta mettendo sul ripiano scorrevole della cassa, è inevitabile per la mia stampella scontrarsi con la sua gamba. Finisce così che passo…

La violenza non è un'astrazione

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Un’idea, un concetto, un’idea, finché resta un’idea è solo un’astrazione... Così cantava Gaber, tempo fa. Poi l’idea diventa concreta e si trasforma in concetto, costume, ideologia.
È quello che succede con la violenza (vi invito a leggere questo post, a proposito), in questo caso con lo stupro. Le parole di Cinzia Farina sul caso di Reggio Emilia avvenuto recentemente sono più che mai attuali:
Il caso del pachistano, "richiedente asilo", trattato a Reggio Emilia con i guanti dal giudice dopo aver violentato un minore con handicap, raccontato su Libero ieri da Caterina Maniaci, è solo l’ultimo. A noi non sta bene. Siccome la sinistra e la magistratura organizzata tacciono, e le associazioni femministe e quelle contro la pedofilia pure, intimidite dallo status di profugo musulmano del (presunto) orco, proviamo ad arrabbiarci nel nostro piccolo. È una tendenza europea. Se c’è di mezzo un musulmano, si ammorbidisce il giudizio, si stempera. (http://www.liberoquotidiano.it/news/op…

Andremo via d'estate

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Andremo via d’estate, lontano dove il vento del nord fa ruggire il mare.
Andremo via d’estate, camminando su sentieri sconosciuti pacificando i nostri giorni.
Andremo via d’estate, respirando il profumo del passato liberi nell’anima.
Andremo via d’estate, portando con noi il canto dei poeti.
Andremo via d’estate! (Ofelia Deville)
immagine dal web

Non basta indignarsi

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Torino. Una donna sale su un autobus e prende posto su uno dei sedili. L’uomo seduto al suo fianco si masturba e le eiacula addosso, come ripreso dal video di sorveglianza. Scatta la denuncia, si finisce in tribunale ma per la GIP non si tratta di violenza sessuale perché non c’è stato contatto fisico. La vicenda si conclude come atto osceno in luogo pubblico.
È la seconda volta che si ripete una cosa del genere (era accaduto sempre a Torino, ma nell’ottobre dello scorso anno). Due casi analoghi, medesima sentenza. “Non sono ammissibili parole del genere. Siamo davanti all'ennesima sconfitta. Per noi è violenza tutto ciò che viene fatto senza consenso”. E’ questo il commento Marco Giusta e Carlotta Trevisan, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Coordinamento contro la violenza sulle donne, alla sentenza del Gip Alessandra Cecchelli, secondo la quale masturbarsi su un pullman, eiaculando sui vestiti della donna oggetto delle proprie pulsioni senza però toccarla, non si q…

Planetarium

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L’altra sera ho visto Planetarium, il film di Rebecca Zlotowski che sancisce il ritorno sul grande schermo dell’attrice Natalie Portman. La pellicola, presentata come “dramma, film sulla Shoah, film di guerra, film fantasy, sentimentale e thriller” (praticamente quasi tutte le categorie cinematografiche esistenti!) è il classico esempio di come la critica e il pubblico siano sempre più agli antipodi.
La trama è questa: Parigi. Sul finire degli anni Trenta Kate e Laura Barlow sono due spiritiste americane impegnate in una tournée mondiale. Le loro doti medianiche colpiscono l'importante produttore André Korben il quale vuole risollevare le sorti della sua casa cinematografica compiendo un'impresa strabiliante: impressionare sulla pellicola la presenza di uno spirito.
Già qui si capisce che guerra, Shoah e fantasy escono dal film restando temi assolutamente marginali. La storia diventa un onirico insieme di sceneggiature ispirate a Federico Fellini e al suo film “Giulietta degl…

Chi censura uccide le idee... Digli di smettere!

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Siamo tornati ai tempi del Savonarola. Scende in Italia e in tutto il mondo la pesantissima falce della censura omofoba che colpisce libri, film, serie tv, video e canzoni a tematica LGBTQ. Secondo le nuove direttive i grandi “brands” come Amazon, Tim, Apple, Google, Youtube, Facebook, Kobo (e tantissimi altri) hanno abolito da qualche settimana e in modo definitivo tutto quanto riporta il “filtro” LGBTQ.
Tutto inizia con questo articolo che denuncia la censura di youtube contro i video a tematica omosessuale oppure semplicemente postati da persone LGBTQ. Scava scava, si trova quest’altro articolo e si viene a scoprire che le idee malsane di Sboarina sono la base di un disegno più grande che colpisce tutto ciò che riguarda la sfera LGBTQ. La scusa? Adottare una politica di controllo più severa per i prodotti con contenuti espliciti.
Cosa significa? Che vedremo sparire autori come Pasolini e Virginia Woolf (per dirne solo un paio), film come “Philadelphia”, “Il bagno turco” o “Carol” …

King Arthur il potere della spada

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Lo hanno definito un flop senza alcuna ispirazione, invece “King Arthur: il potere della spada” di Guy Ritchie è uno dei più bei fantasy ucronici mai realizzati negli ultimi anni. Il suo punto di forza è la reinterpretazione in chiave fantasy e di più ampio respiro di una delle opere che compongono la Materia di Britannia (l’epos leggendario del Regno Unito composto da tantissime opere realizzate da autori di nazionalità diverse, il cui protagonista è sempre Re Artù circondato da differenti coprotagonisti), ovvero “La morte di Artù” di Thomas Mallory, dalla quale aveva già tratto ispirazione John Boorman per il suo film “Excalibur” del 1981.
Il film di Guy Ritchie rivede a modo suo le origini di Artù, modificando alcuni personaggi (Mordred, per esempio, non è il figlio di Artù e Morgause ma è un crudele mago che tradisce Merlino e scatena la guerra che ucciderà re Marcus, il nonno di Artù) e inserendone di nuovi, come la Maga senza nome o Vortigern, l’antagonista principale nonché zi…