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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2017

Anno nuovo... Punto e a capo!

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Né la minuzia simbolica
di sostituire un tre con un due
né quella metafora inutile
che convoca un attimo che muore e un altro che sorge
né il compimento di un processo astronomico
sconcertano e scavano
l’altopiano di questa notte
e ci obbligano ad attendere
i dodici e irreparabili rintocchi.
La causa vera
è il sospetto generale e confuso
dell’enigma del Tempo;
è lo stupore davanti al miracolo
che malgrado gli infiniti azzardi,
che malgrado siamo
le gocce del fiume di Eraclito,
perduri qualcosa in noi:
immobile. (Luis Borges)




Buone Feste!

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IL MAGICO NATALE
S‘io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie. (Gianni Rodari)
BUONE FESTE A TUTTI QUANTI VOI!

Morire a 15 anni!

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Come può un genitore sopravvivere ad un dolore atroce come la perdita di un figlio, come può accettare che la morte sia stata una scelta ben precisa, perché a soli 15 anni si è già stanchi di vivere? È una domanda che mi sono posta spesso in questi ultimi giorni, senza tuttavia trovare una risposta, forse perché non c’è una risposta o forse ce ne sono mille, giuste o sbagliate che siano, non cambia quanto è accaduto. Un ragazzino che ancora doveva affacciarsi alla vita ha deciso di non voler vivere. È accaduto ad una mia collega proprio questa settimana. Una donna colpita duramente dalla vita, che ha sempre lottato, che aveva cresciuto da sola quel figlio tanto amato e desiderato, a cui voleva garantire un futuro migliore del suo e per cui desiderava solo la sua felicità. Ultimamente era un po’ preoccupata per lui: lo vedeva cambiato, un po’ più taciturno, più ombroso, più scontroso del solito, a scuola era diventato svogliato e poco partecipativo, a volte anche apatico a detta di alcuni i…

Orfano

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Lenta la neve, fiocca, fiocca, fiocca, senti: una zana dondola pian piano. Un bimbo piange, il piccol dito in bocca, canta una vecchia, il mento sulla mano.
La vecchia canta: intorno al tuo lettino c'è rose e gigli, tutto un bel giardino. Nel bel giardino il bimbo s'addormenta. La neve fiocca lenta, lenta, lenta. (Giovanni Pascoli)


25 Dicembre 1914, il giorno in cui l'odio venne dimenticato!

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Non amo il calcio, lo trovo uno sport troppo sopravvalutato e anche molto corrotto, ma se il quel lontano 25 Dicembre del 1914 mi fossi trovata al fronte avrei sicuramente amato questo gioco. In quella terra di nessuno fatta di trincee fangose si giocò una importante partita che venne chiamata la Partita della Pace, dove per un giorno uomini che parlavano lingue diverse, che indossavano divise diverse, non si riconobbero come nemici. Stanchi, infreddoliti, provati, con la nostalgia dei loro cari nel cuore, misero da parte ogni ideologia politica, deposero le armi e giocarono una partita che li unì anche se per poco. Non ci furono soldati inglesi e tedeschi, quegli uomini davanti ai loro occhi non videro il nemico ma riconobbero nell’altro il fratello. Riscoprendo anche solo per un giorno il senso più profondo del Natale, quel 25 Dicembre l’unico perdente fu solo l’odio!


Gli inglesoidi...

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Ci risiamo. Come una peperonata mal digerita, il mio paziente “dab dance” fittiziamente alias Marco è tornato alla carica con una delle sue idiozie. La domanda in questione era: “ma tu sei disponibile acca ventiquattro?”.
Marco, Marco, Marco, già ti dissi in ancestrali tempi andati che se ancora mi dai del tu avrai bisogno del Kukident, ma non è questo il punto ora. Cos’è questo “acca ventiquattro”? Un codice alla 007? Un nuovo composto chimico? No. Chiedo a una mia collega madre sventurata di un sedicenne e di una dodicenne (dispiace tanto, due adolescenti insieme sono tremendi!) e lei mi risponde che è il nuovo modo di dire “zero ventiquattro”. Tutto chiaro. Marco oltre a far parte dei ragazzi “dab dance” è anche un inglesista, cioè uno di quelli che deve infarcire tutto con l’inglese e a volte anche con altre lingue ma non è il caso di Marco. Già gli si affatica il neurone a dire una frase di senso compiuto in italiano!
Da dove nascono questi inglesisti? Partiamo col dire che il…

Fatti un regalo indimenticabile!!!

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Ciao a tutti, mi chiamo Lancillotto, per gli amici Otto, ho undici anni e fino a qualche giorno fa vivevo per strada, finchè non sono finito in canile e tutto è cambiato perché Ofelia la mia amica umana si è innamorata perdutamente di me dal primo momento che mi ha visto, anche se ero sporco e puzzolente, ha deciso di portarmi a casa sua e condividere con me il cibo, le coperte e il divano che trovo decisamente di mio gradimento. La mia vita è stata difficile, ma non voglio rattristarvi, quello che mi preme dirvi e che non tutti i cani sono fortunati, molti vivono per strada, soli e pieni di paura, soffrendo la fame, il freddo, il caldo e subendo la cattiveria di alcuni mostri che purtroppo fanno parte del genere umano, altri trovano rifugio nei canili, ma anche lì la situazione non è delle migliori, certo ci sono i volontari che si occupano di noi, dandoci affetto, un pasto caldo ma a fine giornata quando tornano alle loro case la solitudine si fa sentire forte. Visto che il Natale …

I miei secondi 25 anni!

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Mia madre diceva sempre che questo per lei era un giorno speciale, per ben due motivi. Il primo era che il 3 dicembre 1967, esattamente cinquant’anni fa, veniva effettuato il primo trapianto di cuore e la medicina compiva così un enorme passo avanti. Il secondo motivo era che lo stesso giorno, sempre cinquant’anni fa, nascevo io. Sono venuta al mondo presto presto, era ancora notte fonda, e mia nonna aveva già scelto per me il nome che avrei avuto: Ofelia. È una fortuna che il mio nome mi piace, altrimenti sarebbe stato un gran bel problema anche perché nomi di riserva non ce n’erano!
Così eccomi qui, al “giro di boa” dei cinquanta. Come mi sento? Non posso dire di sentirmi bene, ma sento che mi sto avvicinando a quel traguardo e che ogni giorno faccio dei passi avanti per raggiungere il mio equilibrio. Non mi sento vecchia, come tante donne della mia età potrebbero pensare, non mi sento più saggia di quando avevo vent’anni. Mi sento un “work in progress”, come si è soliti dire adess…